Un colino da bar, detto anche strainer, fa parte delle attrezzature di base di ogni barista. Non è un semplice colino da cucina, ma uno strumento preciso indispensabile per filtrare i cocktail. Senza un colino, pezzi di ghiaccio, polpa di frutta o erbe finirebbero nel bicchiere, rendendo la bevanda immangiabile. Tuttavia, non tutti i colini svolgono lo stesso compito, e non ogni barista lo utilizza allo stesso modo. Chi lavora dietro il bancone sa bene che un buon colino fa risparmiare tempo, evita sprechi e garantisce un risultato pulito. Ma cosa lo rende tale, come riconoscere la qualità e perché esistono così tanti modelli diversi?
Che cos’è un colino da bar/strainer
Un colino da bar è uno strumento utilizzato per filtrare i liquidi dallo shaker o dal mixing glass. Il suo compito principale è trattenere i componenti solidi come ghiaccio, pezzi di frutta o erbe, mentre il liquido viene versato nel bicchiere da servizio. A differenza di un colino da cucina, un colino da bar è costruito in modo più preciso: si posiziona direttamente sullo shaker o sul bicchiere e impedisce che particelle indesiderate finiscano nella bevanda finale.
Esistono diversi tipi di colini, che si differenziano per forma, dimensione e modalità di utilizzo. I modelli più comuni sono il Hawthorne Strainer, il Julep Strainer e il colino a maglia fine (Fine Strainer). Ogni tipo ha specifici campi di applicazione, a seconda che si tratti di particelle grossolane o fini.
Come riconoscere un buon colino da bar
Un colino di qualità si riconosce da alcune caratteristiche. In primo luogo, il materiale è fondamentale: l’acciaio inox è lo standard, poiché è resistente alla ruggine, durevole e facile da pulire. Modelli economici in metallo rivestito arrugginiscono rapidamente o perdono la forma. La molla di un Hawthorne Strainer deve essere ben tesa e non deformarsi quando viene compressa – altrimenti scivola via dallo shaker.
Anche la dimensione delle maglie gioca un ruolo importante. Un Hawthorne Strainer standard ha aperture relativamente grandi, che trattengono pezzi di ghiaccio grossolani ma lasciano passare particelle fini come la polpa di frutta. In questi casi, si utilizza un Fine Strainer aggiuntivo, che con una superficie a maglia stretta filtra anche i residui più piccoli. La dimensione del colino deve adattarsi allo shaker: un colino troppo piccolo non copre completamente l’apertura, mentre uno troppo grande non si posiziona in modo sicuro.
Un’altra caratteristica di qualità è la lavorazione. Bave o molle mal rivettate possono ferire le mani o danneggiare lo shaker. Un buon colino si impugna bene e si utilizza senza sforzo.
Dove viene utilizzato il colino nella pratica del bar
Nel lavoro quotidiano dietro al bancone, il colino è indispensabile. Ogni cocktail preparato nello shaker o nel mixing glass deve essere filtrato, sia che si tratti di un classico Martini, di un Whiskey Sour o di un Daiquiri fruttato. Senza colino, pezzi di ghiaccio finirebbero nel bicchiere e diluirebbero la bevanda prima ancora che il cliente l’assaggi.
L’Hawthorne Strainer è il tuttofare: si adatta alla maggior parte degli shaker ed è ideale per la maggior parte dei cocktail. Per drink con polpa di frutta, come un Caipirinha o un Pisco Sour, si utilizza un Fine Strainer aggiuntivo per garantire un risultato pulito. Il Julep Strainer viene usato meno frequentemente, ma è pratico per i mixing glass, poiché si adatta direttamente alla mano e consente una filtrazione precisa.
Un errore comune è posizionare il colino in modo errato. Chi lo appoggia solo approssimativamente sullo shaker rischia che il ghiaccio o il liquido finiscano fuori. Un buon barista preme il colino saldamente e lo tiene stabile con l’indice mentre inclina lo shaker con l’altra mano. In questo modo, il processo di lavoro rimane fluido e nulla finisce sul pavimento.
Errori e malintesi comuni
Molti principianti pensano che un colino serva solo per gli shaker – eppure viene utilizzato anche per mescolare in bicchiere. Un altro errore è credere che un unico colino basti per tutte le occasioni. Chi utilizza solo un Hawthorne Strainer si troverà presto in difficoltà con drink contenenti particelle fini. Un Fine Strainer non è un lusso, ma una necessità per ottenere cocktail chiari e puliti.
Alcuni baristi credono inoltre che un colino serva solo per determinati drink. Eppure, anche in un semplice Gin Tonic, costruito direttamente nel bicchiere, il colino può essere utile – ad esempio per filtrare i cubetti di ghiaccio da un secchiello prima di versarli nel bicchiere. Un colino non è uno strumento specializzato, ma un aiuto quotidiano che dovrebbe essere sempre a portata di mano dietro ogni bancone.
Un altro mito è che i colini costosi siano automaticamente migliori. Sebbene esistano modelli di fascia alta con caratteristiche particolari, ciò che conta davvero è la vestibilità e la lavorazione. Un colino economico ma ben adattato svolge la sua funzione altrettanto bene di un prodotto di marca che costa tre volte tanto.
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Domande frequenti
Si può usare un colino da bar anche in cucina?
In linea di principio sì, ma uno strainer per bar è ottimizzato per le esigenze specifiche dietro al bancone. Un Hawthorne Strainer, ad esempio, non è adatto a filtrare pasta o verdura perché le maglie sono troppo larghe. Viceversa, un colino da cucina risulta spesso troppo ingombrante per l’uso sullo shaker. Se si vuole fare entrambe le cose, è meglio acquistare un colino da cucina separato.
Bisogna pulire lo strainer dopo ogni utilizzo?
Sì, assolutamente. I residui di succhi di frutta, sciroppi o alcol possono seccarsi nello strainer e favorire la formazione di batteri. Uno strainer deve essere risciacquato con acqua calda dopo ogni uso e pulito regolarmente in modo approfondito. Nei Fine Strainer, in particolare, possono depositarsi particelle fini nelle maglie che solo una spazzola riesce a rimuovere.
Perché esistono strainer con e senza molla?
La molla nello Hawthorne Strainer serve a premere lo strainer saldamente sullo shaker e a evitarne lo scivolamento. Gli strainer senza molla, come il Julep Strainer, vengono invece utilizzati generalmente con i mixing glass, dove vengono tenuti direttamente in mano. La molla, quindi, non è un indice di qualità, ma dipende dall’ambito d’impiego.
Si può usare uno strainer anche senza lo shaker?
Sì, per esempio quando si filtra il ghiaccio da un contenitore di scorta o si setaccia il succo appena spremuto. Un Fine Strainer è utile anche per rimuovere erbe o spezie da uno sciroppo autoprodotto. Lo strainer è uno strumento versatile che non si usa solo sullo shaker.



