Lo shaker Boston è il sistema di shaker più utilizzato nelle professioni nei bar di tutto il mondo. A differenza dello shaker Cobbler, che è composto da tre parti, questo modello è formato solo da due recipienti incastrati tra loro – una parte in metallo e un bicchiere in vetro temprato o due parti in metallo. Questa semplice struttura lo rende veloce, resistente e versatile. Chi lavora dietro al bancone non può fare a meno dello shaker Boston.
Cosa rende unico lo shaker Boston
Lo shaker Boston è composto da due parti: la parte più grande in metallo (solitamente acciaio inossidabile) e il bicchiere più piccolo in vetro temprato o la parte più piccola sempre in metallo. I due elementi vengono incastrati tra loro e chiusi ermeticamente applicando una leggera pressione. Durante lo shaking, il freddo crea una depressione che tiene unite le parti.
A differenza dello shaker Cobbler, non è dotato di un filtro integrato. Dopo lo shaking, lo shaker Boston viene filtrato con un colino separato per cocktail, solitamente un Hawthorne Strainer. All’inizio può sembrare complicato, ma in pratica è molto più veloce e flessibile. Lo shaker Boston ha una capacità maggiore, si pulisce con facilità e non si rompe quasi mai.
Perché i professionisti preferiscono lo shaker Boston
Nei bar con un alto numero di clienti conta la velocità. Lo shaker Boston si apre e si chiude in una frazione di secondo, mentre lo shaker Cobbler spesso si blocca o si incastra. La maggiore capacità permette di shakerare più drink contemporaneamente, cosa indispensabile durante eventi o nei momenti di maggiore affluenza.
Inoltre, lo shaker Boston offre al barista un controllo maggiore. Durante lo shaking si avverte chiaramente il movimento dei cubetti di ghiaccio e si percepisce quando il drink raggiunge la temperatura e la diluizione ideali. La parte in metallo diventa fredda al tatto, un feedback immediato che manca nello shaker Cobbler chiuso.
Anche la durata conta. Mentre nello shaker Cobbler il filtro integrato può otturarsi o le filettature possono logorarsi, lo shaker Boston non ha parti mobili. Anche dopo anni di utilizzo intensivo funziona ancora alla perfezione.
Come si maneggia correttamente
Gli ingredienti e il ghiaccio vanno messi nel bicchiere in vetro, poi la parte in metallo viene appoggiata obliquamente e premuta con il palmo della mano. Attenzione: non troppo delicatamente, altrimenti lo shaker si stacca al primo movimento. Lo shaking si esegue con entrambe le mani, sopra la spalla o lateralmente al corpo – mai davanti al cliente, nel caso qualcosa dovesse staccarsi.
Dopo lo shaking, si batte lateralmente con il palmo della mano sul bordo tra il bicchiere e il metallo per allentare la depressione. Ci vuole un po’ di pratica, ma diventa presto un gesto automatico. Poi si posiziona il colino per cocktail e si filtra il drink. Il ghiaccio rimane nello shaker.
Un errore comune dei principianti: shakerare troppo a lungo. Per la maggior parte dei drink bastano dai dieci ai quindici secondi. Un tempo maggiore significa solo più diluizione, non una qualità migliore.
Vetro o metallo – quale materiale scegliere
La combinazione classica è metallo più vetro. Il vetro ha il vantaggio di permettere di vedere gli ingredienti – pratico per dosarli e gradevole esteticamente. Tuttavia, il vetro si può rompere se non viene maneggiato correttamente o se è sottoposto a sbalzi termici estremi.
Per questo motivo molti bar optano per la variante Tin-on-Tin: due parti in metallo di dimensioni diverse. Questo modello è indistruttibile, adatto al lavaggio in lavastoviglie e altrettanto funzionale. L’unico svantaggio è che non si vedono gli ingredienti. Per baristi esperti questo non è un problema, mentre i principianti spesso preferiscono la trasparenza del vetro.
Entrambe le varianti funzionano allo stesso modo. La scelta dipende dai gusti personali e dalle esigenze del locale. Nei locali ad alta frequentazione si preferisce il metallo, mentre nei bar da cocktail con carattere scenografico il vetro rimane il più apprezzato.
Da abbinare
- Hawthorne Strainer
- Daiquiri
- Whiskey Sour
- Margarita
Domande frequenti
Perché a volte lo shaker Boston si apre con difficoltà?
A causa del ghiaccio freddo e della miscela shakerata si crea una depressione all’interno. Inoltre, il metallo si espande leggermente con il freddo. Un colpo mirato con il palmo della mano sul bordo tra le due parti allenta la connessione. Non tirare mai dal vetro, rischi di romperlo.
Si può usare lo shaker Boston senza colino?
In teoria sì, in pratica no. Potresti provare a lasciare una piccola fessura durante il versaggio e trattenere il ghiaccio, ma funziona male e sembra poco professionale. Un Hawthorne Strainer o un Julep Strainer sono indispensabili insieme allo shaker Boston.
Qual è la misura standard?
La parte in metallo contiene solitamente 800 millilitri, il bicchiere in vetro 450 millilitri. Queste dimensioni si sono affermate a livello internazionale e offrono spazio sufficiente per due o tre drink alla volta. Esistono varianti più piccole o più grandi, ma sono poco diffuse.
Bisogna preparare lo shaker Boston prima del primo utilizzo?
No, ma sciacquare accuratamente non fa male. Le nuove parti in metallo possono avere un leggero odore dopo la produzione. Sciacquarle una volta con acqua calda, asciugarle e sono pronte. A differenza di alcuni prodotti in legno o di bicchieri in rame, lo shaker Boston non richiede un periodo di adattamento.


