La cannuccia fa parte dell’attrezzatura standard di qualsiasi bar da decenni, anche se oggi il suo ruolo viene valutato in modo più critico rispetto al passato. Originariamente pensata come strumento igienico e ausilio pratico per bere, si è evoluta fino a diventare un accompagnamento imprescindibile per i long drink e i cocktail. Nel bar moderno, la cannuccia si colloca tra funzionalità, richiesta del cliente e dibattito sulla sostenibilità.
Che cos’è una cannuccia
Una cannuccia è uno strumento tubolare attraverso il quale il liquido viene trasportato dal bicchiere alla bocca. Nel bar distinguiamo principalmente tra cannucce corte per i short drink e cannucce lunghe per i bicchieri Highball e Collins. Le cannucce di plastica classiche hanno un diametro di circa cinque/otto millimetri, mentre quelle più spesse per il bubble tea arrivano fino a dodici millimetri. I materiali spaziano oggi dalla plastica alla carta, dal vetro all’acciaio inossidabile e al bambù. Alcune cannucce sono dritte, altre hanno un’articolazione pieghevole che un tempo era considerata particolarmente pratica.
La lunghezza dipende dal bicchiere: un tumbler ne richiede circa 13 centimetri, un bicchiere Highball 20 centimetri, un Hurricane ancora di più. I baristi professionisti spesso tagliano le cannucce su misura in base alla dimensione del bicchiere, in modo che non sporgano troppo o affondino nella bevanda. Due cannucce invece di una non sono un vezzo decorativo: facilitano il consumo di drink più densi o ricchi di ghiaccio, poiché permettono di bilanciare meglio la depressione durante l’aspirazione.
In pratica dietro il bancone
Le cannucce vengono classicamente utilizzate per tutti i long drink: Gin Tonic, Cuba Libre, Moscow Mule. Anche i drink tiki vengono tradizionalmente serviti con la cannuccia, spesso addirittura con due o tre contemporaneamente. Nei short drink come Martini o Manhattan, invece, una cannuccia non ha senso: disturberebbe l’aromaticità e risulterebbe poco professionale. I drink con ghiaccio tritato necessitano quasi sempre di una cannuccia, poiché altrimenti il ghiaccio verrebbe a contatto con le labbra rendendo difficile bere.
La collocazione è importante: la cannuccia deve essere infilata nel bicchiere in modo che non copra o sposti la guarnizione. Nei drink con menta o altre erbe aromatiche, la cannuccia dovrebbe essere posizionata accanto alla guarnizione, non in mezzo. Molti baristi posizionano la cannuccia trasversalmente sul bordo del bicchiere o la inseriscono solo su richiesta: questo permette di risparmiare materiale e dà al cliente la scelta. Nei bar di livello superiore, la cannuccia viene spesso servita separatamente su un piccolo tovagliolino o un sottobicchiere.
Da alcuni anni la cannuccia di plastica è finita nel mirino delle critiche. Molti bar hanno sostituito le cannucce in plastica con quelle di carta, che però, a contatto prolungato con il liquido, possono ammorbidirsi e sviluppare un sapore proprio. Le cannucce in acciaio inossidabile e vetro sono resistenti, ma richiedono una pulizia accurata e risultano più costose all’acquisto. Alcuni locali hanno eliminato del tutto le cannucce e le offrono solo su richiesta. Questo funziona per la maggior parte dei drink, ma presuppone che i bicchieri siano ben lavorati e i cubetti di ghiaccio non troppo piccoli.
Errori comuni e dettagli
Un errore diffuso è pensare che la cannuccia sia solo un elemento decorativo. In realtà svolge diverse funzioni: protegge i denti dall’acidità e dallo zucchero, tiene lontano il ghiaccio dalla bocca e consente un consumo controllato dei drink più freddi o alcolici. Soprattutto nei cocktail con molto ghiaccio tritato, la cannuccia è indispensabile: senza di essa, è quasi impossibile attingere alla bevanda.
Sbagliata è anche l’idea che con la cannuccia si beva più in fretta o si assuma più alcol. È vero il contrario: con la cannuccia si fanno sorsi più piccoli e generalmente si beve più lentamente. L’alcol non arriva più velocemente nel sangue: si tratta di un mito duro a morire senza fondamento fisiologico.
Alcuni clienti insistono sul fatto che due cannucce siano meno igieniche di una. Non è così, a patto che entrambe provengano da confezioni appena aperte. L’utilizzo di due cannucce ha unicamente motivazioni pratiche: nei drink più densi o con molto ghiaccio, permette di aspirare con meno fatica perché l’aria può rifluire più facilmente. In alcune culture, due cannucce sono anche un segno di generosità.
Da non perdere
- Ghiaccio tritato
- Gin Tonic
- Moscow Mule
- Cuba Libre
Domande frequenti
Perché alcuni drink vengono serviti con due cannucce?
Due cannucce facilitano il consumo di cocktail più densi o di drink con molto ghiaccio tritato, poiché la maggiore apertura permette all’aria di rifluire meglio e riduce la depressione durante l’aspirazione. Non è un vezzo decorativo, ma una soluzione pratica.
Una cannuccia va servita con ogni cocktail?
No. I short drink come Martini, Manhattan o Negroni vengono serviti senza cannuccia, poiché questa disturberebbe l’aromaticità e risulterebbe poco professionale. Le cannucce sono adatte ai long drink, agli Highball e ai drink con ghiaccio tritato. Per altri cocktail, è il barista a decidere in base alla dimensione del bicchiere e al tipo di ghiaccio.
Le cannucce di carta sono una buona alternativa a quelle di plastica?
Le cannucce di carta sono più ecologiche, ma hanno svantaggi pratici: si ammorbidiscono a contatto prolungato con i liquidi e possono conferire un proprio sapore al drink. Per drink bevuti velocemente sono un buon compromesso, mentre per cocktail sorseggiati lentamente le cannucce in acciaio inox o vetro sono la scelta migliore.
È vero che si ubriaca più in fretta con la cannuccia?
No, è un mito. L’alcol non entra nel sangue più velocemente solo perché si beve attraverso una cannuccia. In realtà, con la cannuccia si tende a bere più lentamente, perché i sorsi sono più piccoli. L’effetto dell’alcol dipende dalla quantità e dalla velocità di consumo, non dallo strumento utilizzato.



